Italian (Italy)English (United Kingdom)French (Fr)Español(Spanish Formal International)Deutsch (DE-CH-AT)
Social Network
Menù
Newsletter




È finita
Prossimi Eventi
Content View Hits : 556817
Rein su Facebook
Intervista ai Rein su "notiziario italiano" PDF Print E-mail
Thursday, 20 August 2009 06:58
There are no translations available.

Vi riportiamo questa intervista raccolta a lato del Matese Friend Festival, lo scorso 7 Agosto, per il giornale online NOTIZIARIO ITALIANO

 

17/08/2009 19:28 - CHE SIANO I NUOVI MODENA CITY RAMBLERS?
Intervista ai Rein

 BOJANO (CB) – Riuscendo a mescolare numerosi generi musicali, i Rein conquistano immediatamente la folla. Il loro sound frizzante e i testi riflessivi e sinceri, arrivano dritti alla mente degli spettatori del Matese Friend Festival (per il reportage delle tre serate clicca qui). Subito dopo l'esibizione, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con loro, affrontando i più disparati temi: dalle sonorità del loro live alla tutela dei diritti d'autore, dalle vicende di Eugene Hutz, voce dei Gogol Bordello, alla musica indipendente italiana. Ecco cosa ci siamo detti.

Avete iniziato nel 1999 e avete all'attivo tre album. State lavorando a qualcosa di nuovo?

Quando abbiamo iniziato avevamo la bellezza di 15 anni, quindi possiamo sì dire che suoniamo da 10 anni, ma precisando che il primo disco è stato davvero un disco nato “tra i banchi del liceo”, venuto alla luce in situazioni particolari, tra tante difficoltà. Il secondo è un Lp, che è quello che ci ha poi permesso di avere passaggi in radio e garantirci quel minimo di visibilità su cui poi abbiamo basato quello che stiamo facendo adesso. Il terzo è invece un doppio cd, in cui siamo riusciti a mettere insieme tutto quello che ci portiamo dentro e tutto quello che vogliamo essere. È il nostro bambino, che portiamo in giro con soddisfazione.

Il vostro genere musicale è un mix di numerose sonorità, dalla patchanka alla musica irlandese, dalla celtica fino ad arrivare ad una cover di Fabrizio De Andrè. Come mai avete scelto di portare avanti un progetto abbastanza complesso, come questo in cui aspirate a trovare un punto d'incontro tra i vari generi?

Devo dirti che

quello che facciamo dal vivo è molto più omogeneo di quello che poi si trova sul disco, che definisco qualcosa di assolutamente schizofrenico. Ci trovi dei brani molto lenti, un po' di musica elettronica, piuttosto che canzoni stile Bob Dylan o punk. Ci sono anche pezzi rock classici, o reggae. Dal vivo tendiamo a “ridurre”, offrendo qualcosa che sia un più d'impatto e ballabile. Anche se quest'ultima non è una cosa che amo particolarmente, mi rendo conto che va così e in un certo modo funziona. La confluenza di questi generi, comunque, deriva un po' dalle passioni di tutti i componenti, e questo è uno dei vantaggi di avere dieci anni di esperienza alle spalle ed essere cresciuti insieme. Siamo persone che, anni fa, si scambiavano i cd “sottobanco”. Fondamentalmente ci siamo formati sulla scia del rock inglese, del brit-pop, della musica popolare slava, francese, irlandese, italiana e il punk, che è stato fondamentale. I Clash, i Sex Pistols sono stati per noi imprescindibili. Secondo noi il pi grande esponente di questo “modo di pensare” è stato Manu Chao, che ha coniato per primo il primo il termine patchanka, e, con lui, i Mano Negra. Ci piace l'idea di radere al suolo quello che c'era prima, come in una visione post-moderna della musica. Con questo rimescolare tutto si affronta la globalizzazione senza temerla, rendendola quasi “giusta”. Si sente la capacità di “catturare” tutto quanto di buono viene dal mondo e creare un'identità meticcia. Nel nostro caso parte da Roma, perché siamo tutti romani. Per noi è questa l'idea del “Nuovo occidente”, partendo dalla Torre di Babele che abbiamo messo in copertina, simbolo di questa “unità perduta”.

Osservando la tua chitarra appaiono evidenti i numerosi adesivi, che ricordano lo stile di Eugene Hutz, dei Gogol Bordello, protagonista dell'ultimo film di Madonna “Sacro e il profano”. Cosa ne pensate della sua scelta?

Guarda, dovrei prima vederlo, ma a livello concettuale ti dico che personalmente diffidiamo di ogni tipo di preconcetto. Intendo dire che se una cosa è fatta bene può essere fatta in maniera “mainstream”. Non penso che tutto ciò che è distribuito dalle multinazionali è necessariamente m..rda, anzi. Mi crea maggiormente problemi quando qualcuno fa qualcosa fingendo. I compromessi esistono a tutti i livelli, l'atteggiamento di chi si vende per soldi si ritrova dovunque. Se in quel circuito crei qualcosa di buona fattura, a noi non ce ne frega niente.

State lavorando sotto licenza Creative Commons, che tutela il copyright intellettuale, senza scopi di lucro. Questa cosa vi ha creato problemi nella vostra carriera?

No, anzi. Il fatto che ci siamo cancellati dalla Siae è un vantaggio anche per i gestori dei locali, che risparmiano, perché siamo noi i titolari ultimi del diritto d'autore. Siamo un gruppo indipendente dall'inizio dall'inizio alla fine.

A tal proposito, questa rivoluzione della musica indipendente ti sembra cosa concreta? O stiamo assistendo ad un fuoco di paglia?

Per me andrà avanti per un motivo molto semplice: non è stato un movimento di auto-riforma, bensì una crisi dettata sopratutto dall'avvento della rete. Chi utilizza la rete li manda affa..ulo, andando a cercare le cose autonomamente. Una volta non era così semplice. Inoltre penso che lo scaricare musica illegalmente danneggi solo ed esclusivamente chi vende decine di migliaia di copie, ma non ne sono neanche sicuro. Il gruppo medio-grande deve soltanto baciare il c..o a chi scarica la musica, e il gruppo piccolo neanche ci pensa, perché solo con il download può avere successo. Scaricare il disco è un'arma: bisogna distaccarsi dall'atteggiamento medievale secondo il quale “chi scarica non compra”. Se uno spettatore scarica e si affeziona al gruppo, in un secondo momento comprerà il disco. Noi li facciamo scaricare dal sito, www.rein99.it, ma poi lo vendiamo ai concerti dal vivo.

(a cura di R. Basile, A.A. Capuano e U. D'Esposito)

 

fonte: http://www.notiziarioitaliano.it/?articolo=15658

 

 

 

 

www.rein99.it ; info@rein99.it | Booking Damiano Miceli ; damiano@otrlive.it ; 329.3246703

On the Road Music Agency | Piazza Prati degli Strozzi, 32 00195 Roma Tel. +39 06.37.22.754 Fax +39 06.37.28.325 www.otrlive.it