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Si avvicina il giorno della resa dei conti per i consiglieri regionali del Piemonte coinvolti nel caso degli "scontrini folli". I nomi di quaranta componenti dell'assemblea di Palazzo Lascaris (ormai ex in vista delle elezioni del 25 maggio) sono risuonati nella maxi aula 2 del Palagiustizia di Torino, associati ad accuse che vanno dal peculato alla truffa, per l'apertura dell'udienza preliminare. L'unica a presentarsi è stata Rosa Anna Costa (ex Pdl). Mancava il governatore, il leghista Roberto Cota, il quale, peraltro, non figura più nell'elenco: nei giorni scorsi ha chiesto il rito immediato e per lui l'appuntamento con il tribunale è fissato il 21 ottobre.

Al centro della questione c'e' l'uso dei rimborsi ai gruppi consiliari per acquisti poco pertinenti con l'attività politica, dal tosaerba al "gratta e vinci", dal bagno turco alle cravatte, per un totale di 1,7 milioni. Con la prima udienza, davanti al gup Roberto Ruscello, si cominciano a delineare le strategie processuali. Numerosi consiglieri (una decina secondo i rumors, ma saranno sicuramente di più) sono pronti a patteggiare pene comprese fra i 12 e i 18 mesi con la condizionale. Il calcolo è calibrato con il bilancino di precisione perché, se il danno viene riparato e la condanna non supera i 12 mesi, dopo un anno si può ottenere la "riabilitazione" e quindi, almeno in teoria, tornare a candidarsi. I pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi sono stati categorici: si patteggia solo dopo avere restituito la somma contestata con una maggiorazione del 30% per "danno di immagine".

La Regione, presente come "persona offesa" con l'avvocato Alessandro Mattioda, finora ha raccolto 300 mila euro, che saranno nella piena disponibilità dell'ente quando, con la nuova giunta, verranno firmate le quietanze; almeno altrettanti se ne prevedono nei prossimi giorni. Anche Cota ha consegnato alla Regione la somma contestata: circa 20 mila euro più il 30%. Viene però spiegato che il governatore ha agito in questo modo "in un'ottica di trasparenza" e ribadisce la propria estraneità alle accuse. La prima udienza è stata interamente dedicata all'unica richiesta di costituzione a parte civile, quella del Codacons. Gli avvocati si sono opposti (uno di loro ha parlato di "sciacallaggio processuale finalizzato unicamente a riscuotere il denaro per le spese legali") e il gup deciderà il 14 aprile. Al prossimo round verrà sollevata una questione di nullità del capo d'accusa.


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